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title: Il Consiglio Federale dell'OAB vieta l'intermediazione di clienti e la partecipazione agli onorari per le piattaforme di intelligenza artificiale
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published: 2026-10-23T15:12:59+00:00
language: it
section: Harness
source: https://itforum.com.br/noticias/ia-juridica-regulacao-oab/
organizations: OAB, Enter, Resolve Juizado
publisher: elseif
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# Il Consiglio Federale dell'OAB vieta l'intermediazione di clienti e la partecipazione agli onorari per le piattaforme di intelligenza artificiale

Il Consiglio Federale dell'Ordine degli Avvocati del Brasile ha avanzato nella definizione di norme per le imprese di intelligenza artificiale nel settore giuridico, stabilendo un divieto esplicito per le piattaforme tecnologiche di partecipare agli onorari professionali e di intermediare la clientela. Questa decisione normativa mira a delineare i confini operativi consentiti per le tecnologie applicate alla professione forense, impedendo che strumenti digitali si trasformino in soggetti attivi nella relazione tra avvocato e cliente.

Il contesto del dibattito si intensifica in concomitanza con un'azione civile pubblica avviata dalla sezione di San Paolo dell'Ordine contro la società Enter. L'indagine verte sulla natura delle attività svolte da questa startup, specializzata in intelligenza artificiale per il contenzioso. Le autorità professionali esaminano se l'azienda, oltre a fornire tecnologia, intervenga direttamente nella selezione degli studi legali responsabili della firma dei documenti prodotti per i propri utenti finali. Tale scrutinio mira a verificare la conformità delle pratiche aziendali rispetto alle regole deontologiche vigenti.

La società Enter è nata nel 2023 come strumento di supporto, un software concesso in licenza a imprese e utilizzato da professionisti del diritto. Secondo quanto emerge dall'azione civile, a partire da agosto del 2025, con l'introduzione del sistema EnterOS, l'azienda ha iniziato a offrire una gestione dei processi completa, dall'inizio alla fine. Il Consiglio Federale qualifica questa evoluzione come una mercantilizzazione del servizio legale, una pratica espressamente proibita dalla normativa professionale. La distinzione tra fornitura di tecnologia e prestazione diretta del servizio giuridico costituisce il fulcro della controversia.

In una richiesta aggiuntiva presentata lunedì, la sezione di San Paolo evidenzia una potenziale contraddizione tra la descrizione che la società fa di sé nel procedimento giudiziario e la presentazione dei suoi servizi sul mercato. Nel processo, l'azienda si definisce come semplice licenziataria di software, senza relazione diretta con consumatori o lavoratori. Sul mercato, tuttavia, offre gestione completa dei processi, raccomandazione di strategie e produzione di documenti su larga scala. L'istanza richiede la produzione di documenti per chiarire il ruolo effettivo della compagnia e la sua reale influenza sulle dinamiche professionali.

La sezione di San Paolo ritiene esistano gravi indizi che la società agisca come intermediaria nella relazione tra le imprese clienti e gli avvocati che firmano i documenti. Secondo la petizione, il sistema distribuisce i casi attraverso flussi specifici e consegna bozze già pronte, indicando quale professionista, interno o esterno, riceverebbe ogni caso e in quali condizioni. L'azione cita inoltre testimonianze secondo cui l'uso della piattaforma sarebbe imposto agli avvocati come condizione per poter operare, sollevando ulteriori dubbi sulla libertà professionale.

In un procedimento separato riguardante l'intelligenza artificiale nei servizi legali, la sezione del Rio de Janeiro ha ottenuto una decisione favorevole presso la Giustizia Federale mercoledì. La determinazione vieta alla piattaforma Resolve Juizado di commercializzare petizioni prodotte da intelligenza artificiale senza la partecipazione di un avvocato. La piattaforma in questione offriva documenti processuali direttamente ai cittadini per un importo di venti reali, una pratica considerata incompatibile con le regole della professione.

La discussione sui limiti di azione delle imprese di tecnologia giuridica occupa il Consiglio Federale da oltre due anni. Il dibattito continua a evolversi mentre le autorità cercano di bilanciare l'innovazione tecnologica con la tutela dei principi fondamentali della professione forense, assicurando che gli strumenti digitali restino ausiliari e non sostituisca il ruolo professionale degli avvocati nella rappresentanza legale.
