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Meta rimanda l'attuazione di una nuova politica controversa per placare gli editori

28 ottobre 2026 · 1 min di lettura

a rack of servers in a server room
Kevin Ache / Unsplash

Meta ha posticipato l'implementazione di nuove regole dopo che gli editori di tutto il mondo hanno espresso il loro forte dissenso.

La questione riguarda l'estrazione di dati, nota come scraping, e il modo in cui l'intelligenza artificiale preleva contenuti dai siti web di terzi per migliorare le proprie prestazioni. Le nuove norme, che avrebbero dovuto entrare in vigore il 30 ottobre, prevedono l'uso di bot per estrarre informazioni dai siti di notizie al fine di addestrare l'intelligenza artificiale.

L'azienda ha spostato la data di inizio al 20 novembre, precisando che la politica non cambierà. Meta intende utilizzare le prossime settimane per spiegare meglio le modifiche. Sebbene il termine addestramento sia stato rimosso dal testo, alcuni esperti legali sostengono che l'attività rimarrà la stessa.

Un'organizzazione giornalistica ha inviato una lettera urgente al capo di Meta per richiedere una revisione della politica, avvertendo che potrebbe causare gravi danni agli editori. Parallelamente, sono in corso attività di lobbying presso l'Unione Europea per contrastare queste misure.

Un portavoce di Meta ha dichiarato che il rinvio serve a chiarire l'uso dei crawler web e a ricordare che i proprietari dei contenuti possono ancora indicare le proprie preferenze tramite il file robots.txt.