Anthropic richiede la quotazione in borsa con previsioni di crescita e rischi sociali
2 novembre 2026 · 2 min di lettura
Anthropic ha presentato la domanda per la quotazione in borsa, descrivendo un futuro in cui l'intelligenza artificiale potrebbe promuovere la crescita economica globale, curare malattie millenarie e orientare la storia geopolitica verso la libertà. L'azienda ha invitato i potenziali investitori a contribuire non solo per motivi economici, ma per far parte di un obiettivo più ampio, pur riconoscendo che i sistemi avanzati potrebbero comportare rischi esistenziali o catastrofici per l'umanità.
Si prevede che l'azienda possa raggiungere una valutazione di 20.000 miliardi di corone dopo la quotazione. Nel suo prospetto, Anthropic ha stimato che il valore totale del lavoro svolto dai lavoratori della conoscenza a livello mondiale sia di 400.000 miliardi di corone. Mentre l'azienda sostiene che l'intelligenza artificiale possa espandere tale valore aumentando la produttività, alcune interpretazioni suggeriscono che questa cifra rappresenti il mercato potenziale per la tecnologia di Anthropic, ovvero il lavoro che potrebbe essere sostituito dalle macchine.
L'impatto sul mercato del lavoro è un punto centrale, con l'idea che l'intelligenza artificiale possa svolgere compiti a costi inferiori rispetto agli esseri umani. Sebbene i rappresentanti delle aziende di tecnologia sostengano che verranno creati più posti di lavoro di quanti ne vengano eliminati, Barclays ha recentemente citato l'intelligenza artificiale come mezzo per tagliare i costi, portando al licenziamento di 5.000 persone.
Anthropic ha avvertito nel proprio prospetto che l'uso su larga scala dell'intelligenza artificiale potrebbe concentrare potere e ricchezza tra pochi fornitori e proprietari di capitali, destabilizzando l'ordine geopolitico e minando la fiducia sociale. Tale spostamento di valore potrebbe erodere la base fiscale dei sistemi di welfare, specialmente in paesi come la Svezia, se i salari venissero sostituiti da servizi tecnologici forniti principalmente da aziende statunitensi.
Esistono tuttavia dubbi sul ritorno economico effettivo. Apollo Asset Management ha osservato che, escludendo il settore tecnologico, l'intelligenza artificiale non ha ancora prodotto alcun rendimento economico per le grandi imprese americane. Un crash di questo settore potrebbe avere conseguenze finanziarie massive, come dimostrato da uno stress test del fondo sovrano norvegese, che rischierebbe di perdere 8.000 miliardi di corone norvegesi, circa il 40 percento del suo valore.