McDonald's utilizza l'intelligenza artificiale per determinare i prezzi dei suoi prodotti
7 ottobre 2026 · 2 min di lettura
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McDonald's sta ricorrendo all'intelligenza artificiale per guidare i prezzi del proprio menu negli Stati Uniti e in alcuni mercati internazionali.
Il sistema utilizza l'apprendimento automatico per analizzare i dati di milioni di transazioni giornaliere effettuate in quasi 14.000 ristoranti. L'obiettivo è generare il prezzo ottimale per ogni prodotto in ogni singolo locale. L'interfaccia fornisce informazioni sulla sensibilità al prezzo della clientela locale e include i prezzi pubblici dei menu online di concorrenti vicini, come Burger King e Wendy's.
La gestione del sistema è affidata alla società Tiger Analytics, ma McDonald's stabilisce le regole e gli obiettivi. Tra i criteri stabiliti, gli aumenti di prezzo devono concentrarsi su prodotti che non subiscono rincari da almeno due anni e un articolo può essere aumentato solo se almeno il 30% dei negozi ha già fatto lo stesso. Inoltre, gelati e bevande sono esclusi dagli aumenti durante l'estate.
L'azienda sostiene che l'intelligenza artificiale sia solo uno strumento di raccomandazione e non un mandato, affermando che i franchisee sono liberi di fissare il prezzo finale. McDonald's spiega che i costi e i fattori variano tra i negozi, rendendo possibile mercati differenti anche per locali geograficamente vicini. Tuttavia, alcuni franchisee riferiscono di sentire pressione quando viene loro chiesto di collaborare in modo costruttivo con i consulenti e gli strumenti di prezzo.
Le differenze di prezzo sono già evidenti: in California, un Big Mac è costato 5,69 dollari in un locale di Fresno e 6,89 dollari in un altro situato a circa tre chilometri di distanza, con una differenza del 21%. In altri contesti, il prezzo di un Big Mac può variare tra 6,90 euro e 8 euro a seconda del ristorante della franchigia.
Gli algoritmi di prezzo sono monitorati dagli organismi regolatori per le loro conseguenze. Lo strumento di McDonald's avverte i gestori della necessità di rispettare le normative antitrust, poiché i concorrenti principali possono essere altri franchisee della stessa marca. La strategia solleva questioni sull'autonomia dei franchisee e sulla fiducia dei consumatori, che potrebbero evitare i locali più costosi.